Proprio così, il disc jockey britannico Matan Zohar, meglio conosciuto con lo pseudonimo Mat Zo, nelle ultime ore ha lanciato vari tweet riguardanti alcuni degli artisti di maggior successo del panorama EDM del momento. Lo stesso Mat infatti ha rivelato, con tanto di nomi, una lista contenente i più famosi ghost-producers che lavorano ogni giorno (con una bella paga) per creare le ‘hit‘ degli artisti di spessore. 

Molto probabilmente nella lista che potete osservare a fondo articolo, non vi sono molte novità, se non per qualche nome inaspettato. Infatti, negli scorsi mesi più volte sono apparse voci su ‘produttori fantasma‘, attorno a ‘icone’ come Dimitri Vegas & Like Mike, DVBBS, Quintino ecc.(…) Se fossero confermate le affermazioni di Mat Zo, come si comporterebbero i fan con i loro idoli?

La mia opinione personale in merito, al di là della verità di questa fonte, non può che essere obiettiva. Purtroppo il fenomeno del djing sta prendendo già da tempo diverse strade tortuose ed in certi casi davvero irraggiungibili per alcuni, magari anche più talentuosi di molti fenomeni sulla scena. Al giorno d’oggi infatti chi ha un buon fondo in denaro ha quasi sempre la precedenza su tutto e tutti, basta guardare alcuni dei progetti musicali nati negli ultimi mesi. Questo ha favorito anche la poca originalità di alcuni sottogeneri dell’EDM (vedi Big-Room, Melbourne e Future House). L’EDM a mio avviso, rischia davvero di diventare un principio solamente di business, nascondendo tutto ciò che di bello ha da offrirci per quanto riguarda la parte artistica. 

Lo stesso Mat Zo ha dichiarato che tutto quello che sta diffondendo in rete in questi giorni va a difendere il talento a discapito del lucro e del falso. Resta da vedere ora come si comporterà il movimento musicale nei confronti dell’artista londinese dopo queste dure accuse, lanciate al mondo intero, secondo alcune fonti, dopo alcuni dissensi con l’etichetta di Armin van Buuren, l’Armada.

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